venerdì, maggio 22
author: websurfer @ 20:09
category: inpuntadimouse
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Commenti
#1    26 Maggio 2009 - 14:26
 
Per filo e per segno... sgrunt...magari segno, ma niente filo !

prima di tutto ci vuole un blog nuovo, per azzerare un attimo i miei vari mariti.
Quello bigamo si è trasferito con la tribe per ricominciare una vita su chiamata di un altro sfaccendato che lo ha attirato nelle terre del prete gianni, all’incirca dalle tue parti...non per seta ma per petrolio.
Il prete vero invece è diventato monsignore e traffica nei retrobottega di v.della Conciliazione! Nei pochi mesi in cui siamo vissuti a GE ha ritrovato la fede ed ha abbacinato il gran boss della CEI, non certo con il suo grosso argomento principale, ma per il bell’ingegno... Non mi stupirei se tra un concistoro privato ed una loggia segreta s’insediasse saldamente tra le mura leonine.... Tempo due papi e magari regnerà come Sebastiancontrario Primo....
Il più fessacchiotto sono io che, dopo vari rovesci con relativi sputtanamenti ho finito per accasarmi in un motel di provincia a ridosso dell’autostrada.... tra le signore... vabbé: CONTRAPPASSO...
le predette mi trattano benissimo ... Al solito le donne (salvo poche) benvogliono noi ragazzi dell'altra parrocchia... è ovvio che tra puttane c’è più solidarietà che tra i clienti...
Ti dirò: questo è un mondo che va di corsa e quando si ferma due ore, la sosta può essere intrigante.
Un mondo dove la cartapesta sembra vera...a cominciare dalle stanze a tema, sulle quali devo dire che mi sbizzarrisco. E ho anche alcune buone idee per come sviluppare il business, ma stavolta non le regalo. O il boss mi fa partner della baracca, minimo 40% (il 50% non lo mollerebbe mai) o mi limito a battere nel mio orario in cambio di uno stipendio discreto, oltre a vitto alloggio e guardaroba di classe.
C’est la vie, Madame de Sa Marchande!


utente anonimo

#2    26 Maggio 2009 - 14:54
 
POST! ora capisco il senso del nome: con codesto layout i commenti vengono prima...di quello che, conseguentemente è chiamato POST.
Ma tanto ho sbagliato il post del commento...
Tra pasticcioni c si capisce subito....
utente anonimo

#3    27 Maggio 2009 - 18:39
 
che vita intricata e intrigante :))
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#4    28 Maggio 2009 - 11:42
 
cmq ...professione smascherata!
utente anonimo

#5    10 Giugno 2009 - 11:37
 
Chez Madame de Sa Marchande

[..] Facendo capolino http://samie.splinder.com/post/20545319/Chi+mi+credo+di+essere http://samie.splinder.com/post/20587411/ Metti+una+sera+a+cena http://samie.splinder.com/post/20601309/ Magia+ancestrale [..]
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#6    10 Giugno 2009 - 16:00
 
sorry, ma l'ultimo mio commento è finito qui per misterioso errore. avrebbe dovuto restare soltanto un appunto sul mio blog. chissà che tubero ho combinato. Buona sera!
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Commenti

Il buio avvolse la radura riparandola da sguardi indiscreti. Bianche figure femminili ondeggiavano al bagliore vacuo di un falò, simili ad evanescenti fantasmi di altri tempi. La musica ossessiva di un tamburo, unito al tintinnio metallico dei cimbali, riempiva la notte. Un profumo intenso di zagare in fiore fluttuava nell’aria, dolce fragranza intrecciata all’odore legnoso e persistente dell’incenso. Ombre furtive attraversavano l’oscurità del bosco, soffermandosi appena alla visione delle donne che danzavano scalze, in un tributo delirante alla luna che campeggiava, distratta, nel cielo scuro.

 

Sinuose braccia si agitarono in estatico rapimento, seni rigogliosi si tesero sotto i corpetti aderenti, morbidi ventri sussultarono in balia del ritmo incalzante, tornite gambe si piegarono domate dall’estasi. Il tempo sembrò sospendersi e annullarsi, soggiogato dall’intensità del momento. Un pungente odore di muschio selvatico invase la radura, misto all’afrore del sudore e degli umori femminili. Odore di terra, antico e primordiale, ad accogliere, confortare, confermare. Madre uterina, amorevole giaciglio, confortante culla, misericordioso sudario. L’inizio e la fine.

 

Il dolce suono del flauto sembrò sciogliere la tensione. In silenzio, ognuno si riappropriò della propria vita, indugiando con un sorriso incerto sulla soglia della propria follia. Il baratro, nero e invitante dell’oblio, aspettava, famelico, le proprie vittime, ma esse sfuggirono, ad una ad una, all’abbraccio mortale. Una nenia triste sgorgò all’unisono dalle gole contratte, calde lacrime ristorarono i volti esausti, disperdendo le ultime tracce nostalgiche. Ora, le attendeva il ritorno. Si incamminarono, senza voltarsi indietro, evanescenti fantasmi nella notte buia.